San Siro applaude Pellissier: "Che emozione, sul mio futuro..."

di Paolo Lora Lamia
Fonte: Tuttomercatoweb.com
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La Scala del calcio applaude una delle ultime bandiere del football moderno. Al minuto 80 di Inter-Chievo, il tecnico clivense Mimmo Di Carlo fa entrare il capitano Sergio Pellissier al posto del giovane talento Vignato. Un omaggio alla bandiera gialloblù, salutato dal pubblico di San Siro con un lungo applauso.

Pellissier ha commentato tale emozione e il match ai microfoni di Sky Sport: "E' stato emozionate, Non me l'aspettavo. Queste sono le cose belle di questo sport e che mi rimarranno finché avrò memoria. Forse hanno capito che io ho dato tutto quello che avevo nel calcio. Mi sono strameritato il Chievo, era il mio paesino dove si poteva lavorare bene. Sono riuscito a far tanto in una società che ha lavorato tanto e devo dire che è emozionante perchè non ti aspetti che riconoscano quello che tu hai fatto nella tua vita da calciatore. Finché esci fra gli applausi dal tuo campo è quasi normale, uscire da un campo come San Siro contro una squadra importante come l'Inter è emozionante. Anche se sono 22 anni che faccio questo lavoro, è una delle emozioni più grandi che ho avuto".

Il numero 31 del Chievo è tornato sui motivi del suo addio al calcio: "Io credo che si fanno delle scelte. Io sono arrivato ad un punto che retrocedere non potendo dare il tuo contributo e averci messo così tanto nel recuperare la forma è veramente dura. Lì mi accorgo che gli anni ti fanno perdere tante partite e io non ce la faccio a stare a guardare. Capisco che non posso giocare sempre ma stare a guardare la mia squadra che è retrocessa con così pochi punti fa male. E' dura ricominciare da capo. Quando finisce un ciclo mi dispiacerebbe iniziarne un altro e non poter portarlo a termine. Il mio ciclo è finito e va bene così. Spero che arrivi qualcun altro che faccia quello che ho fatto, anzi anche meglio e che abbia soprattutto la voglia di giocare in questa squadra".

Un accenno infine al suo futuro, che non sarà in panchina: "Non credo di essere molto portato per fare l'allenatore. Io sono irruento, mi piace vedere il calcio, giocarlo ma decidere chi deve entrare e chi no, dire cosa cosa devono fare i giocatori non è il mio campo. Non credo che rimarrò a fare l'allenatore".


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Giovedì 23 Maggio