Gonzalo Castro Céspedes: il cuore gialloblù che batte in Sudamerica

di Paolo Lora Lamia
Vedi letture
Foto

"Il Chievo non ha tifosi": una delle frasi fatte più in voga sui social negli ultimi anni. Analizzando con oggettività la realtà, non solo il Chievo ha un discreto numero di tifosi in Italia - per quella che è la sua dimensione - ma ha anche sostenitori fuori dal nostro paese. Un esempio è Gonzalo Castro Cèspedes, tifoso Cileno che si è innamorato dei colori gialloblù nel lontano 2001. Un punto di riferimento per i tifosi clivensi del Sudamerica, dato che ha creato la pagina Facebook ChievoLatinoamerica per informare in lingua spagnola sulla società di Campedelli. Lui è il protagonista di oggi della rubrica PAROLA AI TIFOSI, creata dalla redazione di TuttoChievoverona.it ad inizio 2019.

Cosa pensi della partita persa contro il Torino nell'ultimo fine settimana?

"Una sconfitta giusta. Di Carlo ha approcciato la gara con l'obiettivo di pareggiare, però ha dimenticato che nel calcio bisogna creare occasioni da gol. La coppia Meggiorini-Djordjevic ha dato poco a livello offensivo, mentre sacrificare Kiyine (uno dei giocatori migliori di questa stagione), per schierare Rigoni a centrocampo è qualcosa di incomprensibile. Inoltre abbiamo pagato gli errori difensivi come in tutta la stagione. Andreolli è entrato molto male, avendo delle responsabilità sui tre gol del Torino. Facendo un bilancio, una partita che è passata da sufficiente a negativa".

Per te quanto è vicina la Serie B?

"Mi dispiace dirlo, ma a questa squadra non riuscirà un nuovo miracolo. Spero che la squadra lotti per la permanenza in Serie A fino all'ultima giornata, me credo che nella prima metà di aprile si concretizzerà la nostra retrocessione. Il livello della squadra è troppo basso, menter quello dei singoli (eccezion fatta per Pellissier e Sorrentino), non sta passando un buon momento. A ciò dobbiamo sommare il disastroso inizio di stagione, marcato particolarmente dal ciclo di Ventura che mai avrebbe dovuto essere chiamato a guidare il Chievo. Nel mese di ottobre avremmo dovuto ingaggiare Iachini invece di Ventura, però il presidente Campedelli e Romairone hanno commesso l'ennesimo errore da quando lavorano insieme. Hanno contattato Ventura, che non proponeva nulla di nuovo per risalire la classifica. Per concludere, una altra delle causa è stato il negativo mercato del Chievo. Gli errori in questo senso non sono partiti dalla sessione estiva 2018, ma dal mercato invernale della stagione passata. Già a metà della stagione 2017/2018 si vedevano i segnali della crisi clivense. L'arrivo di Giaccherini non è stato sufficiente, per una squadra che mostrava dei limiti in attacco e in difesa. In questa stagione, non è stata azzeccata la scelta di rimpiazzare un giocatore di livello come Inglese con Djordjevic, che si è capito perchè è stato un anno senza giocare. Non sono stati rimpiazzati Dainelli e Gamberini, mentre sono andati via anche Castro e Bastien. Infine, a gennaio è stato fatto un mercato approssimativo: con tutto il rispetto per i giocatori che sono arrivati, erano considerati solo delle alternative nelle rispettive squadre. Per tutti questi motivi, non si può sperare nella salvezza".

Quando hai iniziato a tifare per il Chievo?

"Ho conosciuto il Chievo esattamente il 15 settembre 2001. In Cile trasmettivano in chiaro la partita della Juventus di Marcelo Salas, che giocava contro il Chievo. Attirarono la mia attenzione il disegno sulla maglia (la figura del Cangrande) e il fatto che il portiere Lupatelli indossasse il numero 10. Quel giorno vidi come il Chievo aveva messo sotto la Juventus, che vinse solo grazie ad un dubbio rigore che solo a favore dei bianconeri potevano fischiarlo. Nelle settimane successive uscì un reportage in un telegiornale cileno sulla "incredibile storia della prima in classifica in Serie A": mi colpì il fatto che una squadra umile e di quartiere giocasse da pari a pari contro le grandi. Finalmente, il 15 di dicembre, decisi ufficialmente di diventare tifoso del Chievo dopo la vittoria contro l'Inter (altra partita trasmessa in Cile).Così è nato il mio amore per il Chievo, che coltivo anche tramite una collezione di 19 maglia gialloblù, ua bandierina e un paio di pantaloncini. Se qualche giocatore mi vuole aiutare con questa collezione, è ben accetto. In quegli anni mi tenevo informato per come era possibile, oggi è molto più facile".

Come ti è venuta l'idea di creare la pagina Facebook ChievoLatinoamerica?

"Questa pagina è nata il 22 luglio 2016. Ero a lavoro e vidi che non c'erano molto mezzi di comunicazione che parlavano del Chievo in spagnolo. Quell'estate si parlava del possibile arrivo al Chievo di Balotelli e io seguivo tutte le notizie attraverso pagine in italiano. Così decisi di creare questa pagina Facebook (ChievoLatinoamerica) per informare in lingua spagnole sulle novità della società gialloblù. L'idea è stata accettata positivamente, anche da sostenitori di altri club. Il mio obiettivo è quello di informare sulle novità che riguardano il Chievo, sia Primavera che prima squadra. nella pagina ci sono articoli riguardanti le rivali dei clivensi, analisi delle partite, della situazione del club e alcuni meme. La cosa più importante che ho realizzato, però, è stata disegnare la fascia di capitano in omaggio alla Chapecoense: idea che ho proposto e inviato per mail al club e che è stata accettata. Quel giorno ho potuto unire il Chievo al sud del mondo".

Conosci altri tifosi sudamericani del Chievo?

"La maggior parte di tifosi clivensi che conosco in Sudamerica provengono dall'Argentina. Però li conosco anche che provengono da Messico, Perú, Colombia, Brasile e parte del Caribe. A questi devo sommare contatti con clivensi di Tunisia, Marocco, Spagna, Indonesia, Arabia Saudita e Giappone. Il Chievo è riuscito ad avere un seguito al di là della frontiere italiane".

Un'ultima domanda: quali sono le partite del Chievo che più ti hanno emozionato e qual è la tua formazione del cuore, allenatore compreso?

"Di partire che ricordo con grande emozione ce ne sono tante, a cominciare dalla vittoria contro l'Inter grazie alla quale è nato il mio amore per il Chievo. Ricordo volentieri anche l'ultimo successo contro il Milan (del dicembre 2005), la vittoria in B contro il Vicenza (che in pratica ci ha dato la promozione in A), il 3-3 contro la Juventus e il netto 4-0 contro la Lazio. Parlando delle ultime stagioni, non posso non citare il 3-2 nel derby e l'importantissima vittoria per 2-1 contro il Crotone. Questa invece è la mia formazione del cuore: Sorrentino; Yepes, D’Anna, Sardo, Jokic; Luciano, Corini, Perrotta, Birsa; Pellissier, Bierhoff. Allenatore: Delneri".

 


Altre notizie
Giovedì 23 Maggio