A Udine l’ultima chiamata, per dare un senso al finale di stagione

di Paolo Lora Lamia
Vedi letture
Foto

Nuova sconfitta per il Chievo, rimediata sabato sera al Bentegodi contro la Roma. Un k.o. difficile da digerire non tanto per la forza dell’avversario (quando la Roma gioca “da Roma” può battere chiunque), ma per l’atteggiamento mostrato nel corso della gara. Eccezion fatta per gli ultimi 20 minuti del primo tempo, il Chievo non ha messo in campo quello spirito che ha caratterizzato le prime partite della gestione Di Carlo. Svagata in difesa - come dimostra in modo emblematico l’1-0 di El Shaarawy - e poco concreta in attacco, la formazione clivense non ha dato l’impressione di voler lottare fino alla fine per conquistare un risultato. È innegabile che il 3-0 di Kolarov ad inizio ripresa avrebbe fiaccato le speranze di molte squadre, ma il Chievo avrebbe potuto fare molto di più nella parte finale del match.

Nel frattempo, il Bologna pareggia contro il Genoa alla prima al Dall’Ara per Mihajlovic, mentre il Frosinone fa il colpo a Genova battendo 1-0 la Sampdoria. Frenano Empoli e soprattutto Udinese, prossima avversaria del Chievo in campionato. La sfida in programma domenica a Udine ha le chiare sembianze del “dentro o fuori” per la squadra di Di Carlo. Una vittoria potrebbe rinnovare morale e autostima dei gialloblù, mentre una nuova sconfitta potrebbe rivelarsi decisiva non solo sul piano della classifica, ma anche delle motivazioni. Mancare un altro scontro diretto dopo la rimonta subita ad Empoli potrebbe avere effetti devastanti sulla testa dei giocatori clivensi, che vedrebbero a quel punto lo spettro della Serie B avvicinarsi sempre di più.

La speranza è che il Chievo torni a giocare con il suo antico spirito proprio nella partita più importante, mettendo in campo aggressività e voglia di vincere, ma anche attenzione in fase difensiva. Solo con queste armi può ancora sperare in un sogno chiamato salvezza.